In brief – In breve

In Brief

The WIDE (Well-being in a Dematerialized Economy) project investigates whether advanced economies can significantly reduce material throughput while enhancing human well-being. Drawing on empirical analyses, experimental research, theoretical modelling, and sectoral case studies, the project develops an integrated understanding of how material use, production systems, consumer behaviour, work patterns, social capital, and institutional frameworks interact.

Across its deliverables, a consistent message emerges: sustainability requires more than technological progress; it demands systemic transformation involving structural policy change, cultural evolution, and new conceptions of prosperity.

At the same time, the WIDE project advances a compelling argument: a dematerialized economy compatible with high levels of well-being is achievable, but it will not emerge automatically from prevailing growth paradigms. Material use remains tightly linked to income; premature obsolescence is embedded within cultural and economic systems; and circular transitions depend on complex configurations of actors, institutions, and incentives. Moreover, growth itself may generate social externalities that undermine well-being and reinforce material dependence.

Sustainability is therefore a deliberate societal project. It requires rethinking how goods are designed, how long they last, how work is organised, how time is allocated across the life course, and how prosperity is defined. By integrating environmental limits with social objectives, the WIDE research outlines a pathway toward an economy that consumes fewer resources while fostering durable and inclusive well-being.

The evidence consistently indicates that piecemeal interventions are insufficient. Advancing well-being requires coordinated changes across production, consumption, labour organisation, and governance. Technological innovation remains essential, but it cannot deliver dematerialization in isolation. Cultural norms, institutional trust, regulatory design, and macroeconomic structures must evolve simultaneously.

Hence, three strategic directions emerge:

(a) Structural policy reform to reduce material intensity and incentivise durability;
(b) Institutional strengthening to ensure credible information and effective regulatory enforcement;
(c) Societal reorientation toward broader definitions of prosperity that prioritise well-being, time balance, and social cohesion.

In Breve

Il progetto WIDE (Well-being in a Dematerialized Economy) indaga se le economie avanzate possano ridurre significativamente il throughput di materia impiegato migliorando al contempo il benessere umano. Basandosi su analisi empiriche, ricerche sperimentali, modellizzazione teorica e studi di caso settoriali, il progetto ha mirato a sviluppare una comprensione integrata di come l’uso dei materiali, i sistemi di produzione, i comportamenti dei consumatori, i modelli di lavoro, il capitale sociale e i quadri istituzionali interagiscano tra loro.

Nei suoi risultati emerge un messaggio coerente: la sostenibilità va ben oltre soluzioni portate dal progresso tecnologico, richiede piuttosto una trasformazione sistemica che coinvolga cambiamenti strutturali nelle politiche, evoluzione culturale e nuove concezioni della prosperità.

Il progetto mostra come sia possibile una forte dematerializzazione dell’economia dematerializzata che abbia al contempo elevati livelli di benessere. Ciò non sarà la conseguenza della crescita economica, che invece continua a richiedere un grande uso di materiali e che può addirittura generare esternalità sociali che minano il benessere e rafforzano la dipendenza materiale. Tra le cause di questa dipendenza vi è il radicamento dell’obsolescenza prematura nei sistemi economici e culturali, il cui superamento dipende da configurazioni complesse di attori, istituzioni e incentivi.

La sostenibilità è dunque un progetto sociale deliberato. Richiede di ripensare come i beni siano progettati e durino nel tempo, come il lavoro sia organizzato, come il tempo sia allocato nel corso della vita e come la prosperità sia definita. Integrando i limiti ambientali con gli obiettivi sociali, la ricerca WIDE delinea un percorso verso un’economia che consuma meno risorse e favorisce un benessere duraturo e inclusivo.

Le evidenze raccolte indicano costantemente che interventi parcellizzati non sono sufficienti. Promuovere il benessere richiede cambiamenti coordinati nei processi di produzione, nei modelli di consumo, nell’organizzazione del lavoro e nella governance. L’innovazione tecnologica resta essenziale, ma non può da sola realizzare la dematerializzazione. Norme culturali, fiducia istituzionale, progettazione regolatoria e strutture macroeconomiche devono co-evolversi.

Di conseguenza, emergono tre direzioni strategiche:

  1. Riforma strutturale delle politiche per ridurre l’intensità dei materiali e incentivare la durabilità;

  2. Rafforzamento istituzionale per garantire informazioni credibili e un’applicazione regolatoria efficace;

  3. Riorientamento sociale verso definizioni più ampie di prosperità che privilegino benessere, equilibrio del tempo e coesione sociale.

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